Programma Viterbo 2001

2° Convegno Internazionale di Micotossicologia
"Avvelenamenti o danni igienico sanitari provocati dai funghi: aggiornamento sulla sintomatologia e confronto di esperienze"

Programma Scientifico

Il Programme Scientifico include relazioni (40 min), comunicazioni generali (30 min), letture e poster (15 min).

Giovedì 6 Dicembre 2001

ore 8.45 Apertura Segreteria - registrazione dei partecipanti

ore 9.00 Apertura del Convegno benvenuto ai partecipanti con interventi delle Autorità

ore 9.30 Inizio delle relazioni - Coordina il Prof. Leonardo Varvaro

ore 9.30
Rel. Prof. Paolo Magro - L'INSIDIA TOSSICOLOGICA DI ALCUNE SPECIE DI Aspergillus E Penicillium PRODUTTRICI DI MICOTOSSINE NEI PRODOTTI AGRICOLI (THE HIDDEN TOXICOLOGICAL DANGER OF Aspergillus AND Penicillium SPECIES PRODUCING MYCOTOXINS ON FOOD AND FEEDS)
P. Magro, Chilosi G. & M. Poli
Università degli Studi della Tuscia, Dipartimento di Protezione delle Piante (VT)

RIASSUNTO
Questa relazione affronta la descrizione delle specie più importanti di Aspergillus e Penicillium e delle micotossine prodotte da questi funghi, con particolare attenzione a quelle dannose sia per l'uomo, sia per il bestiame.
Le aflatossine sono micotossine prodotte in natura da Aspergillus spp. su prodotti agricoli e sono tra quelle maggiormente conosciute e studiate. Esse sono state associate a varie malattie sia della specie umana, sia degli animali. La produzione delle aflatossine è influenzata da determinati fattori ambientali. E' stato dimostrato che le aflatossine possiedono un potente effetto cancerogeno su animali da laboratorio e danno fenomeni di tossicità cronica ed acuta sulla specie umana.
Le ocratossine sono delle micotossine correlate dal punto di vista strutturale; la più diffusa è l'ocratossina A prodotta da specie dei generi Aspergillus e Penicillium.
Altre micotossine prodotte da questi funghi sono: patulina, citroviridina, sterigmatocistina, rubratossina e tossine tremorgeniche. Nella relazione sono sviluppate alcune considerazioni riguardanti l'esposizione dell'uomo e degli animali alle micotossine e concernenti i fattori che favoriscono la loro produzione. Infine vengono discussi aspetti relativi alla prevenzione ed alla decontaminazione delle derrate alimentari, con riferimento alla legislazione nel settore agro-alimentare.
Parole chiave: Aspergillus, Penicillium, micotossine, derrate alimentari, mangimi.

ABSTRACT
The present report is focused on the description of the most important Aspergillus and Penicillium species and on the mycotoxins produced by these fungi, with particular attention on those dangerous for human and livestock health.
Aflatoxins are naturally occurring mycotoxins produced by Aspergillus spp. on foods and feeds; they are the best known and most intensively explored mycotoxins. Aflatoxins have been associated with various diseases in both livestock and humans. The occurrence of aflatoxins is influenced by certain environmental factors. Aflatoxins have been demonstrated to posses potent carcinogenic effects in several laboratory animals and chronic and acute toxics effects in humans.
Ochratoxins are a structurally related group of mycotoxins. Ochratoxin A is the most abundant of these metabolites that have been found to occur in both Aspergillus and Penicillium species.
Other mycotoxins such as patulin, citrinin, sterigmatocistin, rubratoxin and tremorgenic toxins produced by these moulds are considered.
Different topics concerning these compounds are discussed, including livestock and humans exposures to mycotoxins, factors favouring their production, relations between mycotoxins occurrence and animal-human health, control and management, specific guidelines establishment on acceptable levels of mycotoxins on food and feeds.
Key words: Aspergillus, Penicillium, mycotoxins, food, feeds.

ore 10.15
Rel. Dr. Licien Giacomoni - INTOSSICAZIONE DA Tricholoma equestre s.l.
President Commission di Toxicologiae de la C.E.M.M Président de la Fédération des Associations Mycologiques Méditerranéennes.

RIASSUNTO
Lo studio che vi proponiamo ci ha tenuti occupati per tre anni a seguito di una breve notizia che abbiamo rilevato sul sito Internet del centro ospedaliero dell'Università di Rouen, una notizia incredibile per la maggior parte dei micologi consultati: il Tricholoma equestre sarebbe responsabile di parecchie intossicazioni gravi nella regione del bacino di Arcachon, sulla costa atlantica, al sud del dipartimento della Gironde.
Malgrado l'atteggiamento incredulo della maggior parte dei micologi, abbiamo inviato una lettera circolare a tutti i presidenti della nostra Federazione invitandoli ad avvertire i loro aderenti di non più consumare questo fungo finché l'inchiesta in corso invalidi o confermi questa rivelazione.
Il nostro amico Guy Fourré ha intrapreso immediatamente delle ricerche con la collaborazione di parecchi micologi della regione e ha pubblicato nel bollettino della nostra associazione un articolo intitolato "Tre decessi imputati al Tricholome equestre con una Sindrome inedita in Micotossicologia", che ha fatto sensazione nel mondo micologico. Questa osservazione che sembrava assolutamente inverosimile è stata ripresa poi da differenti autori tra cui Jacques Guimberteau e René-Charles Azema.

RESUME
L'affaire a commencé il y a bientôt trois ans par une brève information que nous avons relevée sur le site Internet du centre hospitalier Universitaire de Rouen, avec cette nouvelle incroyable pour la plupart des mycologues consultés : le Tricholome équestre serait responsable de plusieurs intoxications graves dans la région du bassin d'Arcachon, sur la côte atlantique, au sud du département de la Gironde.
Malgré l'attitude incrédule de la plupart des mycologues, nous avons adressé une lettre circulaire à tous les présidents de notre Fédération en les invitant à prévenir leurs adhérents de ne plus consommer ce champignon jusqu'à ce que l'enquête en cours infirme ou confirme cette révélation.
Notre ami Guy Fourré a immédiatement entrepris des recherches avec la collaboration de plusieurs mycologues de la région et il a publié dans le bulletin de notre association un article intitulé Trois décès imputés au Tricholome Equestre avec un Syndrome inédit en Mycotoxicologie qui a fait sensation dans le milieu mycologique. Cette observation qui paraissait absolument invraisemblable a été reprise ensuite par différents auteurs dont Jacques Guimberteau et René-Charles Azema.

ore 11.00 Coffee break

ore 11.30
Rel. Dr. Alberto Valli - I FUNGHI QUALI CAUSA DI MALATTIA RENALE
Valli A., E. Brunelli, & A. Fondriest
Ospedale S. Chiara (TN)

RIASSUNTO
Gli AA alla luce delle attuali conoscenze in campo nefro micologico hanno voluto verificare, tra le varie specie di funghi tossici quali di loro, potessero essere particolarmente nocive per la funzione renale. Dal punto di vista fisiologico, i reni dopo il cuore, sono gli organi tra i più vascolarizzati e come tali sono quelli che vengono compromessi precocemente allorché si tratti di eliminare sostanze tossiche.
I meccanismi di danno renale sono di vario tipo:
1) danno diretto del tossico sulla cellula renale glomerulare;
2) danno mediato immunologicamente tipo antigene - anticorpale (glomerulonefrite);
3) danno diretto sulla cellula tubulare
a) per accumulo di materiale di distruzione es cellule ematiche nella emolisi massiva e di mioglobina nella distruzione muscolare, come nel caso della rabdomiolisi.
b) per apposizione a livello tubulare di sostanze che blocchino la rigenerazione tubulare (Orellanina).
c) per accumulo nel lume tubulare di sostanze prodotte in eccesso dall'organismo (tubulopatia da acido urico, o da ossalati ovvero da deposizione di catene leggere proteiche, mieloma).
Tutti questi meccanismi sono a volte coinvolti in modo complementare per cui non risulta sempre facile una disamina certa della causa primitiva di danno renale.
Il meccanismo di danno può essere diretto sul rene ovvero secondario ad una malattia che coinvolga esempio il fegato. A seguito di grave necrosi cellulare epatica infatti, si producono tutta una serie a cascata di fattori lesivi che coinvolgono anche la stessa funzione renale fino alla sindrome epato renale alla pari di altre gravi coinvolgimenti epatici nelle forme infettive acute. Necrosi giallo acuta del fegato da epatite o da estro progestinici, oppure nelle sindromi da ingestione di A. phalloides o A. virosa, A. verna, Lepiota di piccola taglia, Galerina marginata, funghi tutti contenenti "amanitina". Vengono illustrate le due ipotesi di danno a livello renale diretto e secondario all' epa_topatia.
Senza dubbio un tropismo renale certo è sicuramente documentabile nella sindrome orellanica legata all'assunzione di funghi direttamente tossici sul tessuto renale, come per esempio i cortinari contenenti orellanina, che in Europa sono esclusivamente due: C. orellanus, e C. speciosissimus. Gli AA descrivono la loro esperienza e riferiscono sulle attuali conoscenze prospettando nuove ipotesi e nuove terapie in merito.
Viene illustrata inoltre la recente acquisizione di riferimenti bibliografici sulla A. proxima che in certe condizioni coinvolgerebbe in modo acuto il rene.
Per completezza vengono illustrati i quadri clinici della intossicazione giromitrica, emolitica e paxillica nei quali fattori tossici ed immunoallergici oltre che emolitici, giocano un ruolo fondamentale nella lesione renale. Viene discussa inoltre la controversa problematica legata all'intossicazione da Tricholoma equestre, segnalata recentemente da AA francesi.
Conclusioni: Gli AA ritengono di poter concludere che nonostante le numerose ricerche fatte a livello mondiale sulle specie fungine, tuttora rimangono aperti molti interrogativi dal punto di vista tossicologico, per cui un elenco completo di funghi velenosi sia ben lontano dall'essere compilato. A conferma di ciò recentemente gli stessi hanno potuto dimostrare la presenza a livelli elevatissimi di amanitina (mediante dosaggio R.I.A.) nella A. porrinensis per cui sarà da aggiungere all'elenco delle amanita mortali. Per tale motivo ritengono che anche questa revisione potrebbe già essere superata.

ore 12.15
Rel. Dr. Domenico Monteleone - PROBLEMATICHE SANITARIO-LEGISLATIVE
Ministero della Salute

ore 13.00 Colazione

ore 15.00 Inizio delle relazioni - Coordina il Prof. Giovanni Consiglio

ore 15.00
Rel. Dr.ssa Francesca Assisi - LE AMANITE E LE LORO TOSSINE (AMANITA SPECIES AND THEIR TOXINS)
Assisi F., T. Della Puppa, P. Moro, *E. Bonacina
Centro Antiveleni di Milano, *Istituto di Anatomia Patologia - A.O. Niguarda Cà Granda Milano


RIASSUNTO
Nel Genere Amanita sono comprese specie di commestibilità eccellente e molto ricercata come l'Amanita caesarea, specie commestibili ma meno pregiate dal punto di vista organolettico, specie di accertata tossicità e specie velenose mortali.
Eccetto l'Amanita cesarea che può essere consumata cruda, anche le amanite considerate commestibili, se non ben cotte, possono determinare gravi manifestazioni cliniche a causa della presenza di tossine termolabili (A. rubescens, A. strobiliformis, A. vaginata)
In questo contesto verranno prese in considerazione le amanite tossiche: Amanita phalloides e sue consimili dal punto di vista tossicologico (A. virosa, A. verna), Amanita pantherina e Amanita muscaria, Amanita smithiana e Amanita proxima.
Saranno prese in considerazione le tossine delle suddette specie (amatossine, fallotossine, virotossine - acido Ibotenico, muscimolo, muscazone, muscarina, norleucina allenica), loro meccanismo d'azione e i quadri clinici da esse determinati; inoltre verrà affrontato il problema terapeutico che ogni singola intossicazione impone.

ABSTRACT
Within the Amanita genus there are various species of mushroom which are very different : they range from the exquisite A. caesarea, through edible but less tasteful species, to the poisonous and lethal Amanita phalloides.
Cooking may be very important when considering toxicity of some species: only A. caesraea can be consumed raw.
Other edible Amanita species (A. rubescens, A. strobiliformis, A. vaginata) contain thermolabile toxins: when not completely destroyed by proper cooking, they can cause serious gastroenteritis.
 In this study we will describe the most toxic species of Amanita: A. phalloides, A. virosa and verna, along with A. pantherina, A. muscaria and A. proxima.
We will consider some specific mushroom toxins (amatoxins, phallotoxins, virotoxins, Ibotenic acid, muscimol, isoxazole, muscarine, allenic norleucina), their mechanism of action, the clinical symptoms that they can produce and the therapeutic approach to the latter.

ore 15.45
Rel. Sig.ra Paola Follesa - LA FIGURA DEL MICOLOGO NELLA LEGISLAZIONE ITALIANA
Ufficio e Ispettorato Micologico del Laboratorio di Sanità Pubblica (ex PMIP) di Milano

RIASSUNTO
Verranno considerate, in base alla normativa vigente, le funzioni richieste ai Micologi nei compiti Istituzionali degli Ispettorati Micologici, degli Uffici e/o Laboratori Micologici e delle Imprese. Il Decreto 29 novembre 1996 n. 686, concernente criteri e modalità per il rilascio dell'attestato di micologo, prepara il Micologo al controllo dei funghi freschi e quindi, a svolgere solo alcune delle mansioni richieste dagli Ispettorati Micologici. Anche l'attività che si svolge negli Uffici e/o Laboratori Micologici prevede esami macro-microscopici e chimico cromatici su: campioni ufficiali di funghi secchi, freschi e variamente condizionati; materiale biologico (vomito spontaneo, aspirato gastrico, feci) e campioni di residui fungini (funghi cotti, residui di pulitura e su qualsiasi altro campione disponibile) pervenuti a seguito di sospetta intossicazioni da funghi: qual è il corso che prepara tale personale a svolgere questo secondo tipo di mansione? Si riportano alcune esperienze.

ore 16.30 Comunicazioni e discussione.


Venerdì 7 Dicembre 2001

ore 9.00 Inizio delle relazioni - Coordina il Prof. Angelo Rambelli

ore 9.00
Rel. Prof. Antonio Bottalico - MICOTOSSINE DEI MACROMICETI VELENOSI
(MYCOTOXINS OF POISONOUS MUSCHROOMS)
Bottalico A. e G. Perrone
Istituto Tossine e Micotossine da Parassiti Vegetali, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (BA)

RIASSUNTO
Tra i macromiceti eduli ve ne sono alcuni tossici, contenenti cioè sostanze velenose. Tali metaboliti tossici possono a ragione essere considerati una categoria particolare di micotossine. Le specie fungine velenose che destano le più serie preoccupazioni micotossicologiche appartengono ai generi: Amanita, Gyromitra, Cortinarius, Inocybe, Psilocybe e Coprinus. Il consumo e la manipolazione dei funghi velenosi possono causare intossicazioni sistemiche, con sintomatologia sia precoce che tardiva, nonché varie altre insofferenze (idiosincrasia alimentare, ipersensibilizzazione, allergia). Tra le intossicazioni sistemiche tardive possono essere annoverate: a) la sindrome falloidea, in cui sono coinvolti diversi ciclopeptidi epatotossici, ta cui le amatossine, le falloidine, le virotossine contenute nei carpofori di specie di Amanita, e in particolare di A. phalloides, nonché di Galerina, Lepiota e Pholiotina; b) la sindrome giromitrica, in cui sono coinvolte diverse idrazine tra cui la giromitrina e la metilidrazina, contenuti nei carpofori di specie di Gyromitra e in particolare di G. esculenta; e, c) la sindrome parafalloidea, in cui sono coinvolti derivati piridilici nefrotossici, come le orellanine, contenuti nei carpofori di specie di Cortinarius e in particolare di C. orellanus. Tra le intossicazioni sistemiche precoci possono essere annoverate: a) la sindrome muscarinica, causata dalla muscarina, avente attività parasimpaticomimetica, contenuta nei carpofori di A. muscaria, nonché di specie di Inocybe e Clitocybe; b) la sindrome coprinica, in cui sono coinvolti la coprina e l'idrato di ciclopropanone, attivi sui sistemi cardio-vascolare e gastro-intestinale, contenuti nei carpofori di Coprinus atramentarius; c) la sindrome narcotico-psicotropa, in cui sono coinvolti alcuni indoli allucinogenici, come la psilocibina e la psilocina, contenuti nei carpofori di diverse specie di Psilocybe, Panaeolus, Pholiotina e Gymnopolus; d) la sindrome muscario-panterinica, in cui sono coinvolti diversi isoaxoli psicoattivi, come l'acido ibotenico e il muscimolo, contenuti nei carpofori di specie di Amanita e in particolare di A. muscaria e A. pantherina; e, e) la sindrome gastro-intestinale, causata da diversi metaboliti non ancora caratterizzati, contenuti nei carpofori di specie di diversi generi, tra cui: Chlorophyllum, Entoloma, Tricholoma, Omphalotus e Paxillus.
Parole chiavi: Macromiceti velenosi. Avvelenamento da funghi. Micotossine dei funghi superiori. Avvelenamento da ciclopeptidi di Amanita. Avvelenamento da idrazine di Gyromitra. Avvelenamento da orellanina di Cortinarius. Intossicazione da muscarina di Inocybe. Isoxazoli psicoattivi di Amanita. Psilocibina e indoli allucinogenici di Psilocybe. Macromiceti agenti di intossicazioni gastrointestinali.

ABSTRACT
Among mushrooms there are some species which are poisonous, meant that contain toxic substances in the edible fruit-body. Such toxic metabolites can properly considered a particular category of mycotoxins. The mushroom species with highest mycotoxicological risks belong to the genera: Amanita, Gyromitra, Cortinarius, Inocybe, Psilocybe and Coprinus. The heating and handling of poisonous mushrooms can elicit systemic intoxications characterized by a long or short latency period, as well as several other affections (food idiosyncrasy, hypersensitivity, allergy). Among systemic intoxication with longer latency period, can be considered: a) Amanita poisoning, associated with several hepatotoxic cyclopeptide, including amatoxins, phallotoxins and virotoxins contained in fruit-body of Amanita species, ed in particular of A. phalloides, and species of Galerina, Lepiota e Pholiotina; b) Gyromitra poisoning, caused by hepatotoxic hydrazine, as gyromitrin and methylhydrazine, of G. esculenta; and, c) Cortinarius poisoning, associated with the nephrotoxic orellanine-complex of several Cortinarius species. Among systemic intoxication with shorter latency period, can be considered: a) Amanita, Inocybe, and Clitocybe poisonings associated with muscarine, eliciting parasympathomimetic activity; b) intoxication by Coprinus atramentarius caused by coprine; c) psychotogenic syndrome caused by Amanita species and associated with ibotenic acid and muscimol; d) hallucinogenic sindrome caused by Psilocybe, Panaeolus, Pholiotina and Gymnopolus, associated with psilocybin and psilocin; and e) gastrointestinal disorder caused by several toxic mushrooms, including Chlorophyllum, Entoloma, Tricholoma, Omphalotus e Paxillus.
Key words: Poisonous mushrooms. Mushroom intoxication. Mushroom mycotoxins. Amanita cyclopeptide poisoning. Gyromitra methylhydrazine poisoning. Cortinarius orellanine-complex poisoning. Inocybe muscarine intoxication. Amanita psychotogenic isoxazoles. Psilocybe hallucinogenic psilocybin. Mushroom gastrointestinal disorders.

ore 9.45
Rel Dr. Josep Piqueras - CARATTERISTICHE EPIDEMIOLOGICHE DELLE INTOSSICAZIONI DA FUNGHI IN CATALUNYA (CARACTERÍSTICAS EPIDEMIOLOGICE DE LAS INTOXICACIONES DE SETAS EN CATALUNYA)
Hospital General Universitario Vall d'Hebron. Barcelona (E)

RIASSUNTO
Tra 1982 e 1999 abbiamo avuto l'opportunità di prestare attenzione e trattare 242 episodi di intossicazioni gravi dovute al consumo, in genere accidentale, di funghi tossici (oppure, essendo confondibili con specie commestibili, producono confusione in determinate persone). In totale si videro coinvolti 554 pazienti. Stimiamo che in realtà ci sono stati il doppio o addirittura il triplo di persone che hanno sofferto di qualche tipo di disturbo, dopo avere mangiato funghi, perché gli episodi studiati corrispondono ad intossicazioni, i cui sintomi, sono stati la causa abbastanza importante da motivare la visita medica presso il Servizio di Pronto Soccorso di qualche ospedale. La maggioranza delle intossicazioni avvengono durante il fine settimana. Non ci sono differenze significative tra uomini e donne, ed hanno interessato persone di tutte le età. L'incidenza fu maggiore nell'area urbano. Nel 54,5 % dei casi si trattò di gastroenterite banale, ed in un 32,3 % furono intossicazioni per amatossine. Questo fu l'unico tipo di intossicazioni che produsse decessi. Tuttavia, benché le intossicazioni per Cortinarius fossero siano state sole tre (un 0.6 % del totale), in due dei tre pazienti si scoprì un'insufficienza renale irreversibile. Le cause del consumo di funghi tossici furono multiple. Nella maggioranza dei casi si trattò di confondere specie tossiche con specie commestibili. La falsa prova dell'aglio fu presente in numerose intossicazioni.
Basandoci sull'esperienza degli ultimi venti anni, abbiamo sviluppato una serie di protocolli o algoritmi di condotta, davanti ad un episodio di sospetta intossicazioni per funghi. In primo luogo deve scartarsi un'origine distinta dei sintomi. Se si conferma il micetismo, bisogna tentare di stabilire la diagnosi sindromica. Per ciò sono utili: a) il periodo di latenza o incubazione. b) il tipo ed intensità dei sintomi, e c) la diagnosi botanica o micológico. Nelle forme gravi (tipo Amanita phalloides) deve stabilirsi la prognosi alle 48 - 60 ore, con la finalità di scoprire i casi candidati ad un trapianto di fegato.

RESUMEN
Entre 1982 y 1999 hemos tenido la oportunidad de atender y tratar 242 episodios de intoxicaciones más o menos graves debidas al consumo, en general accidental, de setas tóxicas (o que siendo comestibles, produjeron trastornos en determinadas personas). En total se vieron implicados 554 pacientes. Estimamos que en realidad debe de existir un número de personas entre dos y tres veces mayor que padecen algún tipo de molestia después de comer setas, pues los episodios estudiados corresponden a intoxicaciones cuyos síntomas fueron lo bastante importantes como para motivar la visita del Servicio de Urgencias de algún hospital. La mayoría de las intoxicaciones se produjeron durante el fin de semana. No hubo diferencias significativas entre hombres y mujeres, y hubo intoxicados en todos los grupos de edad. La incidencia fue mayor en el medio urbano. En el 54,5 % de los casos se trató de gastroenteritis banales, y en un 32,3 % fueron intoxicaciones por amatoxinas. Este fue el único tipo de intoxicaciones que produjo fallecimientos. Sin embargo, aunque las intoxicaciones por Cortinarius fueron tan solo tres (un 0.6 % del total), en dos de los tres pacientes se alcanzó una insuficiencia renal irreversible. Las causas del consumo de setas tóxicas fueron múltiples. En la mayoría de los casos se trató de confusión con especies comestibles. La falsa "prueba del ajo" estuvo presente en numerosas intoxicaciones.
Basados en la experiencia de los últimos veinte años, hemos desarrollado una serie de protocolos o algoritmos de conducta ante la sospecha de un episodio de intoxicaciones por setas. En primer lugar debe descartarse un origen distinto de los síntomas. Si se confirma el micetismo, hay que tratar de establecer el diagnóstico sindrómico. Para ello son útiles: a) el periodo de latencia o incubación. b) el tipo e intensidad de los síntomas, y c) el diagnóstico botánico o micológico. En las formas graves (tipo Amanita phalloides) debe establecerse el pronóstico a las 48 - 60 horas, con la finalidad de detectar los casos candidatos a un transplante de hígado.

ore 10.30
Rel. Dr. Luigi Cocchi - METALLI PESANTI E ISOTOPI RADIATTIVI NEI FUNGHI: ASPETTI IGIENICO SANITARI
*Cocchi L., **O. Petrini & ***L. Vescovi
(*) Gruppo Micologico e Naturalistico "R. Franchi" di Reggio Emilia, C.S.N. dell'A.M.B. - (**) Società Micologica di Lugano, Politecnico Federale di Zurigo - (***) Tecnico del Laboratorio Chimico dell'Azienda Gas Acqua Consorziale di Reggio Emilia

RIASSUNTO
Tutte le considerazioni e le conclusioni, sul piano igienico-sanitario, che presentiamo in questo intervento sulla presenza di radioattività e di metalli pesanti nei funghi commestibili nascono dai dati che abbiamo raccolto sul contenuto di radioattività e di elementi chimici nei funghi nell'ambito della ricerca che stiamo conducendo dal 1986 (anno dell'incidente di Chernobyl). Per quanto riguarda la radioattività non si pongono particolari problemi igienico - sanitari, anche per la facilità con la quale si possono decontaminare i funghi in cucina. Per quanto riguarda i metalli pesanti, invece, il Regolamento CE n. 466/2001 dell'8 marzo 2001, che fissa i tenori massimi di cadmio e di piombo nei funghi coltivati al fine della commercializzazione, pone un problema corretto ma apre, contemporaneamente, una contraddizione perché, almeno sulla base dei nostri dati, molti funghi selvatici commestibili e diffusamente commercializzati contengono spesso tenori di cadmio e piombo superiori. Discutiamo poi brevemente alcuni problemi legati alla presenza di mercurio, selenio e arsenico nei funghi commestibili.

ABSTRACT
We report and discuss here the results of our investigations on the contents of radioactivity and heavy metals in edible mushrooms and we try to relate them to potential and hypothesised health issues. The results stem from a research on the presence in mushrooms of chemical elements, including heavy metals, and radioactive isotopes which we have been carrying out since the Chernobyl accident in 1986. According to the results of our investigation, radioactivity does not present any particular health hazards, also because it is possible to decontaminate very easily the mushrooms by washing and then cooking them. With regard to heavy metals, on the other hand, the European Community Guideline no. 466/2001 of 8/03/2001 correctly identifies and defines the problem but leaves a number of questions open. The guideline, in fact, sets the maximum allowed levels of cadmium and lead in cultivated mushrooms but does not give any limits for wild edible mushrooms that are put on the market. On the basis of our data wild edible marketed mushrooms frequently contain amounts of cadmium and lead that are above the limit set by the guideline. In this report we also discuss some problems related to the presence of mercury, selenium and arsenic in edible mushrooms.

ore 11.15 Coffee break

ore 11.45
Rel. Prof. Giorgio Cantelli Forti - MECCANISMI DI TOSSICITA' DEI FUNGHI SUPERIORI (TOXIC EFFECTS OF POISONOUS MUSHROOMS)
Dipartimento di Farmacologia, Università degli Studi di Bologna

RIASSUNTO
Le diverse specie di funghi velenosi determinano vari tipi di effetti tossici, che si manifestano, a seconda della specie ingerita, con sindromi a breve tempo di incubazione, poco dopo 2-4 ore dall'assunzione, oppure con sindromi a lunga incubazione, 6-12 0re dopo l'ingestione.
I funghi che producono una risposta immediata raramente arrecano gravi conseguenze e richiedono soltanto un trattamento sintomatico di sostegno. Possono essere così suddivise: 1) funghi che determinano sintomi gastroenterici; 2) funghi che provocano ipersudorazione; 3) funghi che danno delirio associato a sonno o coma, 4) funghi che fanno scaturire una risposta all'assunzione di bevande alcoliche simile a quella indotta dal disulfiram.
Le intossicazioni caratterizzate invece da un periodo di latenza di sei o più ore e si accompagnano a sintomi di notevole gravità e sono talvolta letali. Possono essere suddivise nel modo seguente: 1) intossicazioni che scatenano cefalea intensa e tensione addominale dopo circa sei ore dall'ingestione. 2) intossicazioni che provocano vomito e diarrea profusa dopo circa 12 ore; 3) intossicazioni che producono polidipsia e poliuria dopo almeno tre giorni dall'assunzione.

ABSTRACT
Species of poisonous mushrooms producer a varying of toxic effect, which are characterized by different severity and latent period.
Mushrooms that produce a response within two hours of ingestion rarely are considered of serious consequence and require only conservative symptomatic management. They may be subdivided into: 1) mushrooms whose response is primarily gastro-enteric symptoms; 2) mushrooms evoking sweating; 3) mushrooms inducing delirium associated with sleep or coma; 4) mushrooms eliciting a disulfiram like response to alcohol.
Intoxications characterized by a latent period of six hours or more are associated with serious, sometimes life-threatening symptoms. These may be subdivided into: 1) those producing severe headache and a feeling of abdominal fullness about six hours after ingestion; 2) those provoking emesis and profuse diarrhea about 12 hours after ingestion; 3) those producing polydipsia and polyuria about three days after ingestion.

ore 12.30
Comunicazioni e discussione poster
Com. Dr. Carmine Siniscalco - ASSORBIMENTO ED ACCUMULO DI METALLI PESANTI DA PARTE DEI FUNGHI (UPTAKE AND ACCUMULATION OF HEAVY METALS BY FUNGI)
Presidente del Gruppo Micologico dell'Etruria Meridionale (Viterbo)

RIASSUNTO
Da numerosi lavori recensiti in letteratura emerge la caratteristica dei funghi di assorbire ed accumulare metalli pesanti di origine sia naturale che antropica.
L'estrema pericolosità dell'esposizione cronica a bassi dosaggi per gli esseri viventi e per l'uomo in particolare, suggerisce di elevare il livello di attenzione verso l'uso di quelle specie che accumulano più di altre queste molecole insidiose.

ABSTRACT
Several works report on the ability of Fungi to take up and accumulate heavy metals. Such compounds can be found in the environment as a result of natural processes or anthropogenic inputs. Chronic exposure to low concentrations of heavy metals represents a serious health concern, especially for humans; it is therefore recommended to pose particular attention to the species that are known to have high accumulation levels for these dangerous compounds.

ore 13.00 Colazione

ore 14.45 Inizio delle relazioni - Coordina il Mic. Oscar Tani

ore 14.45
Rel. Dr. Emidio Borghi - LA RICERCA DI PRESENZE TOSSICHE (s.l.) SUI FUNGHI CONSERVATI
Centro Studi per la Flora Mediterranea, Borgotaro (PR)

RIASSUNTO
Le presenze tossiche nei funghi conservati sono numerose e sono inquadrabili in molti settori della analisi alimentare.
Il D.L. n. 155/97, che recepisce le Direttive 93/43/CEE e 96/3/CE, prevede obbligatoriamente tra l'altro, l'analisi dei rischi (pericoli) presenti negli alimenti.
Nei funghi conservati esiste:
a) il rischio micologico - presenze fungine tossiche e/o velenose;
b) il rischio microbiologico - presenza di batteri patogeni e/o potenzialmente patogeni;
c) il rischio chimico - presenza di fitofarmaci e/o pesticidi nocivi, metalli tossico-nocivi, additivi proibiti,...;
d) il rischio fisico - presenza di funghi altamente contaminati da Cesio o da altri radionuclidi.
Un'altra fonte di rischio, anche se non tossica, è rappresentata dai numerosi corpi estranei che si rinvengono nei funghi secchi (chiodi, aghi,...).
Vista la tipologia del Convegno è affrontata diffusamente solo la prima fonte di rischio nei funghi secchi, congelati e sott'olio affrontata quotidianamente durante l'attività professionale nel settore alimentare e merceologico (il controllo micologico ha infatti un solo aspetto, moltospecifico, del controllo merceologico).
Alcune foto mettono in evidenza le possibilità di errore, che la sola analisi macroscopica spesso non può risolvere.

ore 15.30
Rel. Prof. Giorgio Samorini - NUOVE FRONTIERE DELL'ETNOMICOLOGIA
Società Italiana per lo Studio degli Stati di Coscienza. Rovereto (TN)

RIASSUNTO
La relazione è focalizzata sulle ricerche di etnologia dei funghi psicoattivi intraprese durante gli ultimi venti anni, dopo il lavoro pionieristico di Robert Gordon Wasson, considerato il "padre" della moderna etnomicologia. Passando dal più antico culto di funghi allucinogeni sinora individuato, nel cuore dell'attuale deserto del Sahara, alle gigantesche pietre-fungo megalitiche dell'India del sud, l'autore prende quindi in considerazione il rapporto antico e moderno delle popolazioni europee con i funghi allucinogeni, dai Misteri Eleusini dell'antica cultura greca agli alberi-fungo dell'arte cristiana.
Parole chiave: funghi allucinogeni, etnomicologia

ore 16.15 Comunicazioni e discussione.

ore 17.00 Chiusura dei lavori

      

Segreteria Scientifica
- Dr.ssa Francesca Assisi - Centro Antiveleni, Ospedale Niguarda di Milano (MI)
- Prof. Giovanni Consiglio - Dip. di Chimica, Università di Bologna - Direttore Rivista di Micologia (BO)
- Prof. Paolo Magro - Dip. di Protezione delle Piante, Università della Tuscia (VT)
- Prof. Angelo Rambelli – Dip.o di Botanica, Università della Tuscia (VT)
- Dr. Carmine Siniscalco - Presidente Gruppo Micologico "Etruria Meridionale" (VT)
- Prof. Leonardo Varvaro - Dip. di Protezione delle Piante, Università della Tuscia (VT)

Segreteria Organizzativa
- Prof. Carlo Papetti – Direttore Fondazione Centro Studi Micologici dell’A.M.B (BS)
- Isp. Mic. Oscar Tani – Vice Presidente dell’Associazione Micologica Bresadola (FO)
- Sig. Gianfranco Visentin - Membro della Segreteria Nazionale dell’A.M.B. (RO)
- A.M.B. Gruppo Micologico dell'Etruria Meridionale (VT)
- Università della Tuscia, Dipartimento della Protezione delle Piante (VT)


Per informazioni:
- Associazione Micologica Bresadola, via A. Volta 46 - I-38100 Trento Tel. 0461 913960 - Fax 0461 913960

(lunedì-venerdì 9.00-12-00, lunedì e mercoledì 15.00-18.00)

E-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

A.M.B.

ASSOCIAZIONE MICOLOGICA BRESADOLA
via A. Volta 46, I
38123 - Trento (TN)
C.F. 80017380223
Tel e Fax 0461.913960
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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